I tre maggiori motori di ricerca sul mercato hanno trovato un accordo di natura eccezionale attorno al tag "canonical", con l'obiettivo di lasciare ai gestori dei siti web l'onere e la responsabilità di scegliere quali siano i contenuti principali da proporre ai motori, scartando i duplicati e riducendo così i problemi generati dalle pagine ripetute e dai contenuti ridondanti.
La formulazione del codice prevede una particolare stringa all'interno dell'"head" della pagina:
<link rel="canonical" href="[URL (assoluto o relativo) della pagina]">.
Nel caso in cui il motore in fase di indicizzazione non incontri una pagina "canonica", ne formulerà una secondo gli algoritmi fino ad oggi utilizzati.
L'attributo "canonical" si può paragonare a un'istruzione di reindirizzamento permanente Redirect 301, ma non è uno standard e i motori di ricerca lo interpretano in modo diverso, per cui il suo uso è consigliato solo nel caso in cui non esistono altre possibili opzioni per ovviare al problema dei contenuti duplicati.
Problemi in più per SEO e i18n engineer?
È un po' come per i synset, in cui si usa un'unica definizione per descrivere più sinonimi evitando ridondanze: si aggregano attorno al significato, anziché associare a ogni termine tutti i suoi sinonimi.
Che si fa se il cliente insiste perché le stringhe si mantengano di lunghezza pari o inferiore all'originale?
Si può sollevare una questione linguistica che verta sulla diversa natura degli idiomi, ma sarebbe improbabile che si riesca ad avere attenzione, giacché un cliente che ponga determinati requisiti è chiaramente a digiuno di certi aspetti e non è disposto a "perdere" tempo per affrontare i problemi che ne derivano: si attende una soluzione che semplicemente gli permetta di evitarli e continuare a seguire il proprio modus operandi.
È sufficiente dire di estendere la dimensione del buffer o dell'etichetta?
In fondo è lo stesso problema che si presenta con le variabili. Perché non disporre tanti messaggi quante sono le varianti in modo da offrire al localizzatore la possibilità di optare per la traduzione più efficace?
Il problema proposto da g1anluca di Premere il tasto ANY in Sformato di segnaposto non trova soluzione nel "semplice" ricorso ai sistemi di traduzione assistita, giacché non tutti proteggono i segnaposto, tanto meno nel modo auspicato.
Un controllo di qualità condotto con un minimo di accuratezza, però, dovrebbe permettere di evidenziare questi errori con una certa facilità.
Anche le istruzioni ai localizzatori, sempre che, ovviamente, questi le leggano, dovrebbero evidenziare, con la dovuta rilevanza, gli elementi del codice che potrebbero creare qualche problema e indicare come trattarli.
È curioso, però, come i localizzatori siano chiamati a lavorare su progetti in cui i più elementari principi di internazionalizzazione siano regolarmente disattesi e, ciò nonostante, le richieste di riduzione dei compensi siano all'ordine del giorno.
Se però le cose stessero davvero così male come le dipingono i vendor nelle loro lettere di richiesta, ridurre i compensi non servirebbe. Questa, d'altronde, non è la prima crisi che attraversiamo e non sarà l'ultima. Allo stesso modo, i confronti con la crisi del '29, sono del tutto fuori luogo: non c'è stata solo quella, infatti, ma anche quella del '73 e poi quella di fine anni '80 e quella legata allo scoppio della bolla Internet.
In realtà, i conti da pagare restano quelli, e l'unica vera ricchezza resta la propria reputazione: accettare compensi inferiori significherebbe rinunciarvi, mandando in malora anni di sacrifici.
Le richieste di sconti, quindi, non sono solo risibili, ma offensive, perché dimostrano totale mancanza di rispetto.
Ma siccome negoziare fa parte del mestiere, è bene non dimenticare le regole di base: