Il barbaro

Barbarus hic ego sum, quia non intelligor ulli. (Ovidio)

Chi sono

Utente: muzii
Nome: Luigi Muzii

Ordinato, organizzato ed efficiente per indolenza; disciplinato, ma scettico e cocciuto; educato e disponibile, ma permaloso e suscettibile e capace di reagire sgarbatamente e con irriverenza; diffidente, scontroso, difficile, critico e perennemente insoddisfatto.
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Nato come contenitore di appunti e idee ad uso personale, questo blog si propone come suggeritore di riflessioni a tema per tutti coloro che si occupano di comunicazione specializzata.
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29/04/2009

Breve diario ungherese

Budapest

Rivedere dopo trentaquattro anni una città in cui si è stati in vacanza da ragazzi con i propri genitori è quasi come vederla per la prima volta, ma l'impressione che Budapest lasciava ai suoi visitatori anche ai tempi bui del regime comunista rimane inalterata.

Malgrado il temperato "comunismo gulasch", negli anni settanta pochi avrebbero scommesso sul collasso del blocco sovietico, anche a distanza di due o tre lustri, che pure cominciò proprio dall'Ungheria, che per prima, nell'agosto del 1989, smantellò la cortina di ferro, avviando così l'esodo di migliaia di tedeschi dell'est.

Budapest è ancora una città incantevole, imponente e vitale. Oggi appare come un grande cantiere che testimonia il desiderio di recuperare la signorilità del passato imperiale e il definitivo superamento di un'evidente decadenza dovuta alle difficoltà di tenere il passo con le economie di tradizione capitalista.

Girando per la città i contrasti sono drammaticamente lampanti. Se trentaquattro anni fa l'arretratezza economica e sociale era palpabile, ma generale, oggi è stridente il divario tra le classi sociali.

La sensazione che si percepisce, comunque, è quella di una società ancora incerta, che non ha smaltito i retaggi del vecchio regime e non è ancora pienamente inserita nel tempo corrente. Il traffico intenso è indice della vitalità della città, ma la coesistenza nel parco circolante di vecchie Skoda, diverse Lada e anche qualche Trabant dice che non bastano un po' di Mercedes e BMW per fare benessere. Così, convivono beatamente tante vecchie cabine telefoniche e cellulari, filobus, tram e metropolitana.

In tutto questo, memoQfest è stata una piacevolissima sorpresa. Malgrado la sede prescelta non fosse tecnologicamente attrezzata al meglio, i ragazzi di Kilgray hanno curato minuziosamente l'organizzazione colmando brillantemente le lacune.

Kilgray è un'azienda giovane e in crescita che fa dell'indipendenza, tecnologica ed economica, il suo punto di forza.

La cosa più elettrizzante è stata l'elevato numero di partecipanti all'evento, tutti manifestanti un autentico entusiasmo, già raro ormai per un prodotto software e ancor più raro per uno strumento di supporto alla traduzione che fatica ad emergere in un panorama affollato ma generalmente deludente, in cui a guidare il mercato sono i grandi clienti ed è quindi relativamente facile per le aziende produttrici dominanti averla vinta sulle altre.

Così, indipendenza sembra una parola da poco e invece è una parola chiave.

A Budapest, memoQ è emerso pienamente come un avanzatissimo strumento di traduzione, con funzionalità non limitate alla traduzione visuale della documentazione. La versione 3.5 già in commercio, per esempio, permette la localizzazione visuale dei file RESX, e la versione 4.0, che è prevista per l'autunno, supporterà altri formati XML, a cominciare, forse, da XLIFF.

Per il momento, memoQ è provvisto di un filtro anche per Star Transit, uno per PowerPoint 2007 e di funzioni di anteprima per i documenti XML.

A Budapest, poi, Balázs Kis ha fornito un'illuminante illustrazione della principale novità di memoQ 3.5, l'LSC o "Longest Substring Concordance", per automatizzare le ricerche di concordanze, visualizzando le espressioni che appaiono più di frequente. Una sorta di glossario esteso... E un modo diverso di intendere le memorie di traduzione.

Balázs Kis ha anche offerto un'interessante panoramica del nuovo TM Repository che promette di essere un punto di svolta nella gestione centralizzata delle memorie con l'ottimizzazione dei leverage attraverso metadata per il recupero solo dei segmenti di effettivo interesse. La tecnologia è ancora in fase beta e richiede qualche aggiustamento per favorire l'approccio metodologico, ma è estremamente interessante.

Un'altra interessante novità è lo schema di licenza. Adesso è possibile utilizzare il cosiddetto mobile licensing che permette di assegnare temporaneamente una o più licenze tra quelle acquistate a un utente o a un gruppo di utenti.

Kilgray è un'azienda molto, molto promettente e, nel corso dell'evento di Budapest, si è mostrata apertissima alle sollecitazioni degli utenti, ai suggerimenti e alle novità e concretamente interessata allo scambio di idee.

Nel corso dei lavori, per esempio, è stata posta da diversi partecipanti la necessità di dotare memoQ di uno strumento per l'estrazione terminologica. Balázs Kis ha esposto le difficoltà poste dall'ungherese, e ha detto che Kilgray è da tempo al lavoro su una possibile soluzione, ma che non sa indicare quando potrà essere disponibile.

Ha comunque precisato che, nel rispetto di quanto fatto fin qui, sarà sempre rispettosa degli standard aperti, ricordando l'impegno di Kilgray in questa direzione, il che, in un settore che presenta un notevole eccesso di proprietarietà, non può che essere considerato con favore.

Insomma, memoQfest è stato davvero un grande evento: le relazioni presentate sono state in grandissima parte interessanti e utili, da quella di Jost Zetzsche sulle prospettive nel settore delle tecnologie per la traduzione, a quello di Madeleine Lenker sull'uso di memoQ anche come strumento di localizzazione e a quello di Eduardo Chacón sull'uso che un LSP può fare di memoQ con i suoi collaboratori.

È stato un peccato aver perso il workshop sull'uso delle espressioni regolari in memoQ, ma le indicazioni emerse nella discussione che è seguita alla relazione di Madeleine Lenker sono state sufficienti per ipotizzarne l'uso anche, per esempio, con file property Java.

Un resoconto delle due giornate di memoQfest si può trovare anche sul blog di Kevin Lossner.

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categorie: tecnologia, geografia, traduzione
22/01/2009

Umano, troppo umano

Il miglior scrittore sarà colui che ha vergogna di essere un letterato.
Friedrich Nietzsche

Costituzione degli Stati UnitiLa costituzione degli Stati Uniti, prescrive che, all'atto del giuramento, il neo presidente reciti queste parole: "I do solemnly swear (or affirm) that I will faithfully execute the office of President of the United States and will to best of my ability preserve, protect, and defend the Constitution of the United States".

Barack Obama ha dovuto giurare una seconda volta perché, nel corso della prima, il presidente della Corte Suprema John Roberts aveva sbagliato nel pronunciare la frase di rito ha suggerito "that I will execute the office of President to the United States faithfully".

C'entra qualcosa il fatto che Roberts sia stato nominato da George "Dubya" Bush? Un bushism? O quel to, che sa di servizio, non è anche meglio di of, che sa di possesso?

È giusto, però, ricordare che fu George Washington a introdurre "so help me, God" a conclusione della formula del giuramento, e che quindi l'unica vera, grande novità nel discorso di Obama è quella di aver caratterizzato il suo paese come una nazione di "Christians, Muslims, Jews, Hindus, and nonbelievers", e potete star certi che, nel 2012, salvo unexpected acts of God, Sarah Palin se ne servirà.

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categorie: geografia, lingue