Alle soglie di un anno che s'annuncia come uno dei peggiori degli ultimi cinquant'anni, c'è sempre chi insiste in un vacuo e sciocco ottimismo di facciata, spingendosi addirittura ad annunciare che "presto splenderà il sole", mentre lo scenario internazionale resta dominato da un'incertezza plumbea.
Di certo sembra esserci solo il fatto che di questa crisi ormai tutti sanno che è frutto dei più elementari difetti umani: avidità, impazienza, disonestà, voglia di potere, di sfruttamento altrui e di stupidità. Questa chiarezza, però, è anche ragione di umiliazione e conseguente impossibilità di immediato riscatto, anche perché molti di quelli che dovrebbero produrlo sono gli autori di questa crisi.
Prevedere gli accadimenti dell'anno che verrà può quindi essere cosa relativamente facile, dal momento che il mondo segue le sue leggi e che queste cambiano lentamente e le tendenze in atto non si esauriscono, ma si evolvono da un anno all'altro.
Ciò non toglie che le previsioni formulate da Common Sense Advisory siano comunque degne di attenzione, anche perché sono accompagnate da un resoconto su quelle dell'anno precedente.
È più che realistico, del resto, ritenere che sarà la voce al cuore del multilinguismo o che la disponibilità di strumenti di traduzione renderà ancora più facile la traduzione, senza tuttavia favorirne la convenienza. Per questo, la tecnologia svolgerà un ruolo primario, anche malgrado la crisi economica, o forse proprio in ragione di essa e la traduzione automatica farà il suo ingresso trionfale nelle aziende maggiori. Più difficile è credere che, anche per interessi politici sempre più pressanti, ci sarà una maggiore attenzione alle questioni linguistiche da parte dei governi nazionali: la storia è piena di esempi che dimostrano come gli uomini politici, anche più brillanti — e questo non è esattamente il periodo in cui se ne riscontrino in quantità industriale — non riescono a individuare i legami profondi tra lingua e cultura e tra cultura e storia.
Potrebbe, invece, essere interessante riprendere una delle previsioni formulate da Common Sense Advisory per il 2008. Pare, infatti, emergere dai classici sondaggi di fine anno che in Europa sia sempre più diffusa l'idea che l'euro sia destinato a soppiantare il dollaro come moneta di riferimento internazionale. In questo caso, il cambio diventerà un fattore chiave, restando la leva linguistica e l'industria GILT saldamente in mani americane almeno nel medio termine.
La tecnologia continuerà a farla da padrona perché, anche se gli operatori dell'industria GILT sono generalmente conservatori e poco aperti, le difficoltà della crisi economica in cui si dibatteranno i loro clienti li porteranno a dover competere su fronti alternativi a quelli, in fondo rozzi e semplicistici, del prezzo e la differenziazione sarà uno dei nodi del prossimo anno anziché di quello passato come aveva previsto Common Sense Advisory.
Il quadro, tuttavia, sarà molto diverso per il mercato italiano i cui operatori sono ancora più restii degli altri all'innovazione, massime quella tecnologica, e continueranno a farsi concorrenza solo sui prezzi. Assisteremo quindi a una nuova ondata di ribassi degli onorari, prodotta dai nuovi arrivati, con conseguente abbandono del mercato dei migliori professionisti. A quelli che resisteranno non resta che consigliare di produrre loro innovazione, tecnologica e di processo, e di cercare di differenziare la propria attività.
Le prime avvisaglie già si vedono. su InformationWeek Allen Stern segnala dieci risorse per la traduzione di molte delle quali un professionista potrebbe forse fare anche tranquillamente a meno, ma che è necessario conoscere perché saranno presto un punto di riferimento importante.
Tra queste, vale la pena soffermarsi su Nice Translator, veloce e facile da usare, che traduce quel che si scrive mentre lo si scrive, e sulle piattaforme collaborative, da Novlet a xLingo.