Secondo un atteggiamento tutto italiano, Roberto Scano riconduce le critiche, ovviamente indebite, alla mancata conoscenza dell'argomento.
Nonostante il supporto dell'IWA, di cui Scano è Presidente, anche nella fase di formazione e divulgazione, e del cosiddetto "monitoraggio", da un'indagine condotta dallo stesso CNIPA, infatti, risulta che solo il 3% delle amministrazioni pubbliche dispone di siti web accessibili.
Ovviamente, anche secondo il CNIPA la legge Stanca è eccellente, e Scano rivendica che in quel 3% figurino molti casi di eccellenza che dimostrano proprio quanto l'inapplicabilità dei requisiti sia una leggenda metropolitana.
Qualcuno ha detto che a pensar male si fa peccato, ma si azzecca, e c'è da pensare che l'IWA non abbia offerto il proprio aiuto al CNIPA gratis et amore dei.
Il problema non è l'applicabilità dei requisiti, siano essi per pochi eletti o meno, quanto il livello di scolarizzazione e competenza tecnologica del nostro paese che, di fatto, mette la stragrande maggioranza degli italiani di fronte a cose che non capisce, con il risultato, umano, molto umano, di opporvisi solo per questo.
I milioni di euro spesi per il "Portale Italia" parlano di un paese in cui alcuni possono permettersi di fare quello che vogliono proprio in virtù delle modeste conoscenze dei più.
Scano, e non solo lui, dovrebbero ricordare che alla guida del paese, allora come adesso, c'è l'unico in grado di sostenere la competizione anche come testimonial del "Portale Italia".
Suggerire di cambiare il fornitore che si dimostri inadeguato serve solo a far lievitare ulteriormente i costi, a tutto vantaggio delle "altre problematiche dirigenziali e tecniche all'interno delle P.A.".
Infine, il "Web 2.0": è fatto o no di nuove tecnologie? Pliz, cam tu en agriment...